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    Teramo: storia, estetica (e buonsenso) sconfitti a Piazza Garibaldi

    Ti piace adesso Piazza Garibaldi? Quante volte, recentemente, avete sentito ripetere la domanda? Il parere più gettonato quello sull’oggetto misterioso a forma di maxi-disco volante atterrato malamente al centro della piazza più importante (e nevralgica) della città. A molti non piace il nuovo assetto urbanistico di quello che può considerarsi il cuore pulsante del centro storico. Ultimo in ordine temporale, dopo due o tre “look” più o meno infelici. Da quando, negli Anni ’30, il Regime vi realizzò una fontana a quattro vasche circolari, ancora ben presente nella memoria dei meno giovani.

    Quell’opera, neanche eccelsa e dal vago stile Impero, doveva servire per celebrare un evento storicamente solenne. A conclusione dei lavori del grande acquedotto del Ruzzo, che aveva portato l’acqua in quasi tutti i centri d’una provincia allora a rischio colera, causa il diffuso degrado igienico-sanitario di molte zone dell’interno. Eventi lontani, ormai cancellati dalla memoria di chi non ama ricordare. Né ritiene importante coltivare e tramandare le testimonianze del passato.

    DIBATTITO TARDIVO. Dopo il totale sconvolgimento urbanistico di una delle zone più centrali della città, appare ozioso e tardivo il dibattito aperto di recente sull’ulteriore nuovo assetto di piazza Garibaldi. Il danno c’è e da tempo. Il “look storico” alterato e cancellato già da un pezzo. Più che un dibattito sul “disco volante” atterrato di recente, meglio sarebbe tornare un po’ a monte.

    All’impegno che gli amministratori di ieri e oggi, in coerente continuità, hanno confermato, demolendo e cancellando la piazza com’era. Via la fontana Anni ’30 (e senza mai curare il traffico-caos), c’era forse una buona ragione per sconvolgere tutto? Migliorare, abbellire, senza alterare e capovolgere? Neanche a pensarci. In questi anni –riflettiamo insieme-,si è fatto il massimo per peggiorare, deteriorare e rendere infrequentabile, per uomini e mezzi, quella piazza da sempre stretta nella morsa di un traffico incontrollato e caotico. E non è finita, purtroppo: l’Ipogeo cosiddetto, che presto dovrebbe aprire i battenti, nato proprio nel cuore di un vulcano, ora promette-ahinoi!- il peggio. Ma a che serve precisamente l’Ipogeo? Sentiamo come viene presentato da chi lo ha voluto, cioè l’Amministrazione comunale: ”Realizzare nuovi spazi " inediti"-questo l’obiettivo- che possano ospitare manifestazioni culturali incentrati volutamente sull’ utilizzo dell’ esistente sottopasso di piazza Garibaldi. Il collegamento di due brani della città storica diventa l’occasione per la realizzazione di questi nuovi volumi ipogei messi a sistema con la vicina Pinacoteca: il primo ambiente si sviluppa per una superficie di oltre 600 mq sotto l’attuale rotatoria di piazza Garibaldi; il secondo, collegato direttamente alla Pinacoteca, è costituito sotto il piano di campagna prospiciente la stessa e si sviluppa in un unico ambiente per circa 120 mq.”.

    DIFFICILE CAPIRE. Difficile capire, ma proviamoci tutti…Prima perplessità: un’opera contro logica e buonsenso? A parte ogni giudizio estetico, soggettivo ed opinabile, almeno due considerazioni avrebbero dovuto sconsigliare scelte siffatte per Piazza Garibaldi. Prima: la fontana Anni ‘30 era un’opera realizzata e lì ubicata per solennizzare un evento storico della città. Lecito demolire un’opera che contrassegna un’epoca della storia locale, per sostituirla con altra e poi altra ancora, alterando spazi e connotati di tutta una zona? Ciò che ha valore di testimonianza per una città può essere buttato alle ortiche con disinvolta leggerezza? A Piazza Garibaldi si è salvato solo il caos del traffico, in costante crescita. Per il resto, dopo la storica fontana celebrativa dell’Acquedotto del Ruzzo, neppure la palla-opera d’arte del maestro Mastrodascia è sfuggita alla furia di chi fa e disfa destino urbanistico e look della città.

    TRAFFICO IN GALLERIA. A parte l’estetica che non piace ai più, aspettiamo di sapere e vedere l’uso che faremo del cosiddetto Ipogeo. Opera davvero d’avanguardia, che cervelli illuminati hanno voluto proprio sotto quella piazza-calamita del peggior traffico incontrollato e impazzito della città? Ma era impossibile pensare a qualcosa di meglio? Per esempio (visto che sotto Piazza Garibaldi le ruspe, scavando, hanno fatto il loro lavoro), non si potevano realizzare gallerie idonee per dirottare sotto tutto il traffico che impazza in superficie, eliminando finalmente un ingorgo perenne? Soluzione già vista in città grandi e piccole.

    Non vi pare che, recuperata e pedonalizzata l’intera piazza Garibaldi, avremmo potuto vedere l’area più bella e attrattiva del centro cittadino? Per dare spazio, alla luce del sole e non in bui sotterranei, anche a raduni e manifestazioni varie. Che miracolo e che rivoluzione! E’Ipogeo con i suoi posti a sedere? Senza mescolare cultura e traffico, avremmo dimostrato di ricordare che siamo in una città ormai vuota. Una città-fantasma. Con edifici pubblici e privati chiusi e abbandonati ad un inesorabile degrado, specie nel centro storico. Un patrimonio in disuso e in rovina, da recuperare e valorizzare. Altro che Ipogeo interrato di Piazza Garibaldi. Costruito sul vulcano in perenne eruzione del traffico cittadino.

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