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Ricostruzione, le linee-guida dettate dal Commissario Chiodi

Dettate le linee guida per la definizione dei centri storici e per la predisposizione e l’attuazione dei piani di ricostruzione da parte della Municipalità.
Sono contenute nel decreto del Commissario per Ricostruzione, Gianni Chiodi. Il provvedimento precisa che entro 90 giorni dalla pubblicazione del decreto stesso il Commissario medesimo definisca gli orientamenti e i criteri generali finalizzati alla ripianificazione dei territori colpiti dal sisma del 6 aprile 2009. L’obiettivo e’ quello di assicurare la ripresa socio-economica, la riqualificazione dell’abitato e la ricostituzione armonica del tessuto urbano abitativo e produttivo nelle aree colpite dal sisma.

Tali criteri dovranno servire anche a rafforzare i legami e le relazioni fra la citta’ capoluogo - L’Aquila - e gli altri centri del territorio circostante. (Art. 1) Il decreto considera centro storico della citta’ dell’Aquila e delle sue frazioni le parti del territorio comunale costituite da elementi portanti quali i nuclei che rivestono carattere storico, artistico e di pregio ambientale. A questo scopo possono essere ricomprese nel perimetro anche le aree adiacenti il centro storico necessarie alla realizzazione di opere di urbanizzazione. La perimetrazione puo’ ricomprendere anche immobili non aventi le caratteristiche precedenti purche’ adiacenti il centro storico e danneggiati dal sisma. Dei nuclei in questione fanno parte quelli di particolare interesse, all’interno dei quali ci siano edifici distrutti o gravemente danneggiati, che siano stati dichiarati inagibili o da demolire con ordinanza sindacale o che presentino sulla base delle schede di rilevamento un danno grave o gravissimo, superino il 70% degli edifici esistenti. E’ inoltre rilevante la posizione degli edifici storici e vincolati ai sensi del codice dei Beni culturali. (Art. 2) L’art. 3 delinea i ruoli dei sindaci del "cratere" .

Per il centro storico dell’Aquila (definito centro edificato principale) viene previsto un regime speciale, che prevede che ciascun possa, di norma, includere uno o piu’ edifici, che presentino almeno una delle seguenti caratteristiche: a. edificio strategico o speciale; b. edificio vincolato ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Nel loro ruolo di "motori" della ricostruzione, i sindaci, entro 30 giorni dalla pubblicazione dell’atto di perimetrazione, definiscono e rendono note le proposte degli ambiti da assoggettare a piani di ricostruzione. Successivamente pubblicano un avviso con il quale richiedono ai proprietari interessati, singolarmente o in forma associata, di presentare proposte di intervento per i propri immobili, entro 30 giorni dalla pubblicazione dell’avviso stesso. Una volta acquisite le proposte, i primi cittadini verificano l’ammissibilita’ delle stesse e ne effettuano la valutazione. Tra le modalita’ di attuazione dei piani di ricostruzione, merita una particolare segnalazione quella riguardante i singoli edifici ricompresi nella perimetrazione e classificati nelle verifiche di agibilita’ con categoria A, B e C, facenti parte funzionalmente, strutturalmente e tipologicamente di aggregati che nel loro complesso si presentino gravemente danneggiati.

Questi sono inclusi nei piani di ricostruzione, mentre quelli che non presentino tali caratteristiche possono essere oggetto di lavori secondo le prescrizioni contenute nelle ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3778/09 (per gli immobili A) e 3779/09 (per quelli B e C). I piani di ricostruzione possono inoltre individuare edifici o loro aggregati classificati nelle verifiche di agibilita’ con categoria E sui quali e’ possibile intervenire ai sensi dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3790/09. L’art. 8 detta norme transitorie, mentre l’art. 9 riguarda la costituzione della cosiddetta Rappresentanza dei Piccoli Comuni, allo scopo di rendere piu’ efficace e integrata la ricostruzione del territorio.




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