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Stipendi d’oro allo staff, Chiodi ammette: ”Sono stato ingannato”

video frame Alla fine, il governatore Chiodi ha detto la sua sugli stipendi d’oro. “Io non sapevo nulla, sono stato ingannato”, Poi, il presidente buonista, perdona. “Per questa volta”- ha aggiunto- “Poi, a casa…”.
Non sappiamo se ci sarà un bis, ma può un collaboratore “di fiducia” introdurre nottetempo un emendamento di poche righe, “imbrogliando il governatore”, fino a fargli perdere la faccia davanti agli abruzzesi e al governo centrale del suo stesso colore politico? Un bel pasticcio, che dovrebbe far riflettere un po’. Cosa ne pensate? Vogliamo essere tutti buonisti come il governatore, oppure rimandare a casa subito quel collaboratore accusato di aver tradito la fiducia? Dite la vostra. Il nostro giornale è aperto alle opinioni di tutti.

Sarebbe anche il caso che Chiodi facesse conoscere almeno il curriculum (cioè i precedenti di meriti e carriera) di quel personaggio infiltrato nello staff presidenziale, perché il nostro giudizio sia misurato e documentato al massimo. Non si vuole inveire contro nessuno, ma il ritorno alla “buona politica” non può avvenire senza un contributo di serietà ed impegno da parte di tutti. A cominciare dai signori dello staff. Ai quali il governatore degli abruzzesi non ha lesinato belle parole e ottimi stipendi. “Dimmi con chi vai e ti dirò se vengo anch’io”. E’ una vecchia battuta dell’umorista Marcello Marchesi. Gli elettori abruzzesi potrebbero ora indirizzarla a quanti si fanno prendere troppo la mano dai collaboratori. In nome d’una fiducia malriposta.




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A C A S A senza se e senza ma.

Il collaboratore furbetto va spedito a casa. Distribuire stipendi d'oro in tempi in cui molta gente stenta a mettere insieme il pranzo con la cena. E' un intollerabile schiaffo alla miseria e a tutta la popolazione dei lavoratori, soprattutto cassintegrati e disoccupati.