Chiodi: ”A Teramo il teatro si farà dove già deciso…”
Per capirlo non ci volevano il governatore degli abruzzesi Chiodi e neppure il sindaco Brucchi. A Teramo il nuovo teatro si farà dove hanno già deciso di farlo (detto con chiarezza:“…andrà a gara la prossima settimana.”).
Né potevano aspettare che uscissero dal letargo gli oppositori della Curva Est, per raccogliere proposte e siti alternativi. “Troppo tardi -ha ribadito Chiodi, all’unisono con il sindaco suo successore, Brucchi. Il teatro si farà adesso o mai più…”. Come dire: i giochi sono chiusi e levatevi dalla testa ogni fantasia…Se qualcuno di chi ci segue ricorda, lo avevamo previsto e scritto da un pezzo. Gli “Amici delle ruspe e del cemento” hanno il passo veloce, e vanno spediti e decisi alla meta.
Per non inseguire improbabili progetti sconfitti in partenza, ora forse non resta che mettere in soffitta le dodici “soluzioni alternative”, puntando sul concreto. Sulle cose possibili. Le carte e la burocrazia dicono che è tardi per il referendum? C’è qualcosa che si può ancora fare. Lo stesso presidente Chiodi, da buon politico, avrebbe dovuto assicurarlo come impegno personale.
Impossibile salvare il vecchio stadio comunale e fuori tempo ogni soluzione diversa, il “project financing” come strada unica e obbligata? Ebbene, che l’appalto proceda. Ma il governatore, a nome della città, può almeno pretendere dagli amministratori suoi amici e successori di spalancare tutte le porte del Palazzo. Per dare ai cittadini ogni garanzia di chiarezza e trasparenza.
Qualcuno sospetta che il “project financing” sia il mezzo per favorire interessi privati? Sicuramente non è tardi per vederci chiaro fino in fondo e per ricevere risposte soddisfacenti. Incompetenti e inesperti in materia, non ci permettiamo di entrare nel merito né di emettere sentenze. Anzi, vogliamo accordare il massimo della fiducia agli amministratori e a quanti si preparano a incassare il maxi-affare. A patto che trasparenza sia, accendendo tutte le luci della ribalta sul cosiddetto “project financing”. Per far conoscere ai ragazzi della Curva Est e ai cittadini nomi e cifre, dare e avere. Che ciascuno si metta tranquillo, dopo aver frugato liberamente in ogni angolo di questo storico maxi-affare pubblico-privato, che porterà alla nascita del nuovo teatro e al “business del secolo”, proprio nel cuore della città.
Che non ci siano ombre e sorprese, cammin facendo, grazie alla trasparenza. Il governatore avrebbe dovuto ribadirlo (ma non è mai troppo tardi), in occasione del discorso per l’inaugurazione del parcheggio sotterraneo di piazza Dante, presenti i suoi attenti fedelissimi. In nome della “buona politica”. O no?
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