Crisi occupazionale, D’Alessandro (Idv): "la Regione chieda confronto al Governo"
“Una volta erano i gatti a salire sui tetti; oggi li trovano occupati dagli operai. I gatti vi salivano per indole e naturale agilità, gli operai lo fanno per disperazione! "
Ad affermarlo il consigliere regionale dell’Idv Cesare D’Alessandro, che continua: "Di questi gesti dimostrativi sono piene le cronache quotidiane di tutta Italia.La situazione, in Abruzzo, è resa ancor più drammatica dagli effetti devastanti del terremoto.
I sindacati regionali, loro malgrado, sono diventati i ‘becchini’ delle tante aziende che chiudono i battenti.Gli Assessori regionali, ritenendo in stile berlusconiano che il proprio compito sia quello di comunicare, lanciano ogni giorno proclami che sono peggiori delle ‘grida’ spagnole di manzoniana memoria: soltanto vuoti annunci di interventi che quasi sempre non vengono attuati o che non produrranno alcun effetto.
L’attuale Giunta regionale si limita a vivere alla giornata, accontentandosi di gestire l’ordinario ormai ridotto all’osso e non avverte - per paura di incorrere nel reato di lesa maestà - la necessità di aprire un tavolo di confronto con il Governo centrale.
Se il presidente Chiodi pensa di poter risanare la fallimentare gestione sanitaria degli ultimi dieci anni ricorrendo all’addizionale Irpef e a qualche sforbiciata sui piccoli ospedali,"- dettaglia D’Alessandro - " magari aggiungendovi l’inutile provocazione dei ticket sui disabili, è un illuso o semplicemente in malafede; se pensa di poter affrontare la crisi occupazionale con gli strumenti della CIG, CIGS, CIG in deroga, si troverà nel giro di due mesi in un ‘cul de sac’ che lo porterà a registrare la presenza nelle piazze, o sui tetti, di un numero sempre maggiore di disoccupati privi delle necessarie garanzie sociali; se è convinto, in qualità di commissario post-Bertolaso, che L’Aquila risorgerà grazie alla task force annunciata urbi et orbi," critica D’Alessandro-" gli aquilani dovranno aspettare molti lustri per poter riavere la loro amata città.
Il Chiodi - commissario, come prima dichiarazione, ha affermato che non rispetterà le direttive europee in materia di smaltimento nelle discariche. Praticamente, ha comunicato a Barroso di voler rinunciare ai 500 milioni di euro che spettano alla città de L’Aquila e che la U.E. si è impegnata a finanziare nel medio periodo. Lo stesso Berlusconi, in Campania, stabilì con decreto di secretare le discariche in tutte e cinque le province campane; ma Chiodi, in Abruzzo, si arrende senza combattere!
E allora, caro presidente Chiodi," incalza D’Alessandro" tiri fuori gli attributi e cominci a chiedere al Governo nazionale ciò che a tante altre regioni è stato ampiamente garantito: apra immediatamente un tavolo permanente di confronto con Palazzo Chigi, su tre punti essenziali per l’Abruzzo.
1. la rinegoziazione su nuove basi del piano di rientro sanitario, anche procedendo attraverso modifiche legislative;
2. la costituzione di un Fondo per fronteggiare il dramma della disoccupazione imperante, con garanzia di salario minimo a quanti hanno perso il lavoro nel 2009 o lo perderanno nel 2010;
3. una legge speciale per L’Aquila, che contenga le linee del piano di ricostruzione della città, del centro storico e di tutti i comuni del cratere, facendo chiarezza sull’istituzione della zona franca, condizione indispensabile per la rinascita della città.
Se la Giunta regionale, infine, avrà la forza politica di imporre al Governo nazionale una nuova agenda che abbia questi contenuti," conclude D’Alessandro" l’Italia dei Valori darà il proprio contributo di idee e di progetti, altrimenti sarà meglio sciogliere le righe e tutti a casa”.
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