Pescara, "Fiat odia l’Italia". Sigilli per protesta ad una concessionaria Fiat

Stamattina la concessionaria della casa automobilistica in via Raffaello a e’ stata trovata ’sigillata’ con il nastro bianco e rosso, a ricordare una ’scena del crimine’, e tappezzata di volantini e cartelli.
Inoltre uno striscione è stato posto sul ponte dell’asse attrezzato vicino al palazzo di citta’ con la scritta ’Fiat odia l’Italia’. A rivendicare il blitz, messo a segno nella notte in maniera coordinata su tutto il territorio nazionale, e’ CasaPound Italia.

Un gesto simbolico ma provocatorio: ’Prima fallisce, meglio e’. Per tutti’, e’ lo slogan che si legge sui volantini lasciati davanti a tutti i punti vendita ’colpiti’. E ancora: ’Salviamo i lavoratori e la produzione italiana, non la dirigenza Fiat, incapaci avventurieri che amano il profitto e non l’Italia’.

Cpi esige lo stop agli incentivi ’per auto prodotte all’estero sfruttando lavoratori stranieri sottopagati’ e chiede ’incentivi solo per auto prodotte in Italia’, mentre, quanto agli stabilimenti di Pomigliano d’Arco e Termini Imerese, propone che siano ’sequestrati, nazionalizzati e affidati a Finmeccanica e Fincantieri’. ’’La Fiat vive di aiuti pubblici e, nonostante cio’, ha tradito il nostro paese e la nostra gente - spiega CasaPound Italia - Vuole incentivi e soldi dallo Stato, ma poi licenzia e chiude le fabbriche nel nostro Paese per portare la produzione all’estero.

Lasciamola fallire e con i soldi che non ’rubera’’ piu’ avvieremo una nuova e sana industria automobilistica’.


commenti

Non amo le proteste, in particolare quelle che usano mezzi violenti. Se e' stata una manifestazione pacifica, non mi riesce di essere in disaccordo con quanto espresso. ultimamente ho comprato due auto italiane (molto prestigiose, prodotte nel modenese). Non me la sento di comprare Fiat, perche' de facto non sono macchine italiane. Sono d'accordo sull'idea di dare incentivi solo ed esclusivamente per vetture prodotte (non assemblate) in italia, anche se di marca straniera. Peraltro come contribuente mi sento preso per i fondelli.

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