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"Due anni e saremo fuori dalla crisi". Parola di Chiodi

video frame In un paio d’anni, dal 2010 per la riforma sanitaria fino al 2012 per la ripresa economica " la nostra regione tornerà a correre; non sarà ancora una regione sana, ma quantomeno governabile".
Intervenendo al congresso regionale della Uil, il presidente della Regionem Gianni Chiodim è convinto che vi sarà una svolta. "La riforma della sanità - ha sottolineato - è già definita in tutti i suoi aspetti. E’ basata sul concetto generale di contenimento della spesa. Apparentemente potrebbe essere impopolare perché va a ledere interessi particolari, ma è necessaria ed auspicabile. Chiamo quindi tutti al senso di responsabilità: non condividere i principi della riforma e poi contrastarne l’applicazione concreta".

Secondo Chiodi, in questo cammino dalla recessione alla ripresa "fondamentale sarà una Finanziaria 2011 di estremo rigore". "L’Abruzzo - ha detto - sta attraversando il momento più difficile della sua storia. Dico questo non per accampare scuse o qualsivoglia giustificazione, quanto per confermare che realmente questa crisi, la più violenta dal 1929, sta creando ansia, preoccupazione, difficoltà a guardare con serenità al futuro".

"Il nostro deficit finanziario - ha proseguito Chiodi - ha origini profonde. A causa della sanità, siamo stata la prima regione commissariata e, se a questo si aggiunge il terremoto, si comprende che dal 1970, anno della costituzione dell’Ente Regione, ad oggi, mai l’Abruzzo ha dovuto affrontare tante difficoltà e tutte insieme".

Deficit competitivo, pubblico regionale ed infrastrutturale, dualismo territoriale, divario fiscale e deficit politico-amministrativo gli ambiti di "sofferenza datata" che necessitano, sempre per Chiodi, di immediati ed adeguati interventi strutturali o quantomeno di diagnosi corrette. "Per uscire da questo grande empasse - ha suggerito il Presidente - è necessario recuperare la fiducia nella politica.

In questo anno di governo, il 27 gennaio terrò una conferenza per rendicontare, abbiamo fatto ciò che si poteva sul fronte della programmazione: Fas, Fesr, Master Plan, Accordo integrativo. Ma per far crescere un territorio c’é bisogno di coraggio e pazienza. Molti amministratori, infatti, sono restii ad investimenti a medio e lungo termine". Infine, il presidente della regione ha ricordato che a fine 2007 il debito globale della Regione Abruzzo era di 4 miliardi, passato a 3,5 miliardi a fine 2009, con un calo del 6,3 per cento.




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