Facebook il nuovo demone e Franceschini lo buttiamo "Nel cratere dell’Etna"
Dopo la polemica innescata dall’apertura su Facebook del gruppo "Uccidiamo Berlusconi", la Rete testimonia che le vittime di queste iniziative on line sono soggetti appartenenti a tutti gli schieramenti politici e non solo politici. Che si tratti di minacce, varie manifestazioni d’odio o colorite contestazione, i gruppi “contro” sono assolutamente bipartisan.
Contro Franceschini 180 gruppi - Sarebbero circa 180, secondo quanto segnala il comitato Franceschini, i gruppi sul social network che se la prendono con il segretario del Pd o altri big del Partito Democratico. "Sopprimiamo Franceschini" è un gruppo che registra 1950 iscritti mentre a "Franceschini sparati!" hanno aderito in 650. Non riesce a raggiungere, invece l’obiettivo il gruppo "Scommetto che riesco a trovare 50.000 persone che odiano Veltroni e il Pd!!", che raccoglie 19.000 iscritti. Ci sono anche alcuni gruppi "Io odio Franceschini", come altre minacce "fantasiose": "Accettiamo Franceschini" nel senso di colpirlo con un’accetta, "Quelli che impiccherebbero Franceschini al primo albero" o "Gettiamo Franceschini nel cratere dell’Etna".
Meter denuncia: due gruppi per la morte del Papa - A testimonianza del fatto che tra le grinfie dei web contestatori non passano solo i politici ma chiunque rappresenti autorità sgradite, su Facebook ci sono due gruppi che inneggiano e auspicano la "Morte del Papa!". Sono stati segnalati alla polizia postale di Catania da don Fortunato Di Noto, presidente dell’associazione Meter. "Potremmo anche soprassedere - afferma in una nota il presidente di Meter - ma ci rivolgiamo al ministro Alfano per capire se anche questi episodi non configurano dei reati nei confronti di un Capo di stato, anche se estero, e per l’indiscussa autorità spirituale, religiosa e morale di altissimo profilo".
Arriva anche “Non odiare Silvio” - In risposta al gruppo "Uccidiamo Berlusconi", sul social network Facebook è comparso "Non odiare Silvio", creato dal consigliere regionale del Pdl della Campania Ermanno Russo, che al momento conta 92 aderenti. "Dopo aver appreso dai media la notizia di un gruppo ’Uccidiamo Berlusconi’ - spiega Russo - non sono riuscito a non far nulla. L’indignazione per un’offesa tanto grande ai valori della democrazia e della civile convivenza, mi ha spinto a creare uno spazio dove si potesse esprimere solidarietà al presidente del Consiglio".
La preoccupazione di Alfano - Il gruppo incriminato è nato un anno fa e conta oltre 10 mila iscritti, "una soglia preoccupante - aggiunge il consigliere campano - rafforzata dalla nascita di altri due gruppi col medesimo nome". Da qui l’iniziativa del ministro Alfano che ha investito della questione il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza.
Maroni: chiuderemo il sito con le minacce - Sulla stessa linea Roberto Maroni: "Non credo - ha spiegato il ministro dell’Interno - che esista un paese al mondo dove qualcuno può scrivere su un sito ’uccidiamo il premier’. E’ apologia di reato, anzi peggio." a queste prese di posizione è, infatti, seguita la richiesta dei pm di oscurare i gruppi.
Pdci: governo killer, vuol uccidere Internet - Di diverso avviso Jacopo Venier, responsabile Comunicazione del PdCI: "L’insofferenza alle critiche porta il Governo, come un killer della libertà, a cercare ancora una volta pretesti per chiudere la bocca ad Internet, uno dei pochi spazi dove il dissenso può ancora essere esercitato.
Alcuni eccessi oratori dei navigatori del Web non possono essere la scusa per imbavagliare la rete. Se in Italia è consentito ad un ministro come Brunetta di dire che ’gli esponenti della sinistra vadano a morire ammazzati’ e a Bossi di ’essere pronto alla guerra se non passa il federalismo’ è logico che qualcuno possa esagerare nel mostrare la propria avversione a Berlusconi e al suo regime. Solo quando il Governo avrà chiuso la bocca ai provocatori che siedono tra le sue fila - conclude - potrà allora chiedere maggiore misura ai navigatori della rete".
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