Su quali nomine regionali litigano i parlamentari del PdL?
L’on Carlo Costantini interviene sul suo blog a proposito delle nomine negli enti regionali "Leggo ormai quasi quotidianamente delle ipotetiche 250 nomine da operare in circa 80 enti regionali e delle lacerazioni che questa ipotetica opportunita’ starebbe procurando tra i parlamentari del PdL, che evidentemente non hanno la benche’ minima idea della esatta consistenza del bottino che intenderebbero spartirsi.
Probabilmente non sanno che il quadro normativo regionale e’ completamente cambiato rispetto al passato, anche e soprattutto grazie alle iniziative politiche e legislative dell’Italia dei Valori.
La legge regionale n. 4/09 ha, infatti, stabilito che tutti gli enti e le societa’ regionali devono essere riordinati attraverso interventi di fusione o di soppressione, mentre la risoluzione propedeutica e preliminare alla approvazione della stessa legge regionale n. 4/09, approvata dal Consiglio Regionale il 19 febbraio u.s., ha testualmente stabilito che la Giunta Regionale deve commissariare tutti gli organismi sottoposti alla applicazione della L.R. 27/05, facendo ricorso laddove possibile alle risorse umane dell’Ente Regione, per il periodo strettamente necessario per l’emanazione e l’attuazione delle leggi di riordino.
I contenuti della risoluzione approvata il 19.2.09 sono stati parzialmente attenuati nel testo della legge regionale n. 4/09 che, in particolare, ha reso l’obbligo di procedere al commissariamento come una possibilita’ rimessa alla valutazione del Presidente della Regione ed ha eliminato il vincolo stringente dei 180 giorni, ragionevolmente incompatibile con la possibilita’ di licenziare tutte le singole leggi di riordino degli enti.
Ma la sostanza del problema non cambia.
La Regione non puo’ operare nessuna delle nomine di cui si parla, se non dopo aver concluso gli interventi di riordino previsti nella risoluzione 19.2.09 e nella legge regionale n. 4/09.
E la stessa Regione - per operare le sostituzioni degli organismi nel frattempo scaduti allo scopo di assicurare la continuita’ delle gestioni, nelle more della approvazione delle singole leggi di riordino degli enti - deve ricorrere ai commissariamenti previsti dall’art. 11 della medesima legge.
Solo il Presidente della Regione, sempre sulla base di quanto previsto dall’art. 11, puo’ assumersi la responsabilita’ di ritenere meno conveniente per la Regione - sotto il profilo della economicita’, dell’efficienza e dell’efficacia - ricorrere in questa fase a gestioni commissariali a costo zero, perche’ prevalentemente assicurate da personale interno della Regione, decidendo di scaricare sui bilanci degli Enti i costi (e le inefficienze) connessi al rinnovo degli organismi di vertice con personale di provenienza politica.
Ed io francamante considero del tutto inverosimile questa eventualita’, se non altro perche’ radicalmente contraddittoria con tutte le finalita’ perseguite dal Consiglio Regionale in sede di approvazione della risoluzione 19.2.09 e della legge regionale n. 4/09.
Le uniche nomine che per scelta esplicita della maggioranza (ed esplicitamente contestata dall’Italia dei Valori) sono rimaste fuori dai vincoli della legge regionale n. 4/09 sono quelle dei consigli di amministrazione delle societa’ a partecipazione regionale, per le quali si e’ ritenuto di non poter sovrapporre alla disciplina civilistica statale che ne regola il funzionamento, una disciplina legislativa regionale.
Ma anche per queste il buon senso dovrebbe suggerire di procedere prima alle fusioni, soprattutto delle societa’ operanti nel trasporto pubblico locale, e solo successivamente ai rinnovi dei Consigli di Amministrazione.
I nuovi consiglieri di amministrazione super pagati ed i relativi sponsor politici diventerebbero, infatti, il giorno stesso i primi nemici di qualsiasi provvedimento di razionalizzazione, di contenimento dei costi della politica, di riordino e di fusione per una semplice ragione: con la drastica riduzione dei consigli di amministrazione che ne deriverebbe perderebbero automaticamente le poltrone appena conquistate.
Questo e’ l’attuale contesto normativo all’interno del quale la Regione deve muoversi ed in questo contesto io non vedo ne’ le 250 nomine da operare, ne’ gli 80 enti regionali interessati al rinnovo dei propri organi amministrativi; vedo piuttosto la necessita’ per la maggioranza di accelerare la presentazione, la discussione e l’approvazione in Consiglio Regionale delle singole leggi di riordino degli Enti Regionali, per evitare che tutti i buoni propositi contenuti nella risoluzione approvata all’unanimita’ il 19.2.09 e nella stessa legge regionale n. 4/09 rimangano lettera morta."
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