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Anche terremotati abruzzesi nell’inferno di Viareggio

video frame Da un inferno all’altro. Anche una quarantina di ospiti abruzzesi, tra cui 16 giovanissimi atleti della squadra giovanile di calcio de L’Aquila, tutti colpiti dal terremoto del 6 aprile scorso, nella notte di fuoco di Viareggio.

Alcuni di loro, alloggiati in bungalow di un camping, distante un chilometro in linea d’aria dalla stazione ferroviaria dove la notte di lunedì si è verificata l’esplosione, hanno creduto di avere ancora a che fare con il sisma, tra boato, grida, sirene dei mezzi di soccorso. "Ma ci è bastato guardare verso il cielo, che era diventato arancione, per capire cosa era successo", dice ancora scossa la mamma di uno dei ragazzini, tutti tra i 10 e i 12 anni. Al momento dell’esplosione il gruppo, genitori, accompagnatori e mini-atleti, era appena rientrato nei bungalow dopo gli allenamenti organizzati dalla società sportiva viareggina Esperia che ha voluto invitare i ragazzi aquilani, e da una cena in pizzeria. Molti dei ragazzini, che hanno avuto loro amichetti tra le vittime del sisma, hanno trascorso la notte in bianco: "Tutti erano impauriti - racconta uno dei genitori - . Abbiamo subito capito che c’erano state vittime. Ed è stato impossibile non pensare a quello che è accaduto a noi tre mesi fa e ciò che stava accadendo l’altra notte qui a Viareggio".




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