Usura e estorsione, dodici arresti tra Abruzzo e Campania.
Estorsione, usura e sequestro di persona al centro di una vasta e complessa operazione della squadra mobile di Pescara, diretta da Nicola Zupo, per l’esecuzione in Abruzzo e Campania di 12 misure cautelari. Fino ad ora ne sono state eseguite dieci. Il personale della mobile sta effettuando anche otto sequestri preventivi, per un valore complessivo di due milioni di euro. Vittima dell’estorsione un giovane imprenditore del pescarese che avrebbe fatto ricorso agli usurai perche’ il padre era malato di fegato e aveva bisogno di un trapianto. L’uomo, poi, e’ morto. Per stare dietro ai debiti con gli usurai il giovane avrebbe rinunciato a beni per due milioni di euro.
Tutto nasce da una grave malattia del padre dell’imprenditore, con necessità di un urgente trapianto di fegato. I tempi di attesa per trovare un donatore sono però troppo lunghi, -l’uomo sarebbe morto dopo pochi mesi in una clinica romana - e così il figlio, alla ricerca di una soluzione, viene avvicinato da un truffatore della zona, il quale racconta di avere amicizie all’interno di una clinica privata in Svizzera e che lì i tempi di attesa sarebbero stati brevi.
In un primo momento vengono richiesti 70 mila euro per l’intervento, che però l’imprenditore, la cui famiglia è proprietaria di numerosi beni immobiliari, non ha. Il truffatore propone di far ottenere all’uomo un finanziamento europeo di 1,5 milioni di euro per la sua attività commerciale: per ottenerlo però sarebbe stato necessario versare 100 mila euro a un funzionario di banca per coprire le spese. L’imprenditore, non avendo tempo di vendere proprietà o ricorrere al sistema creditizio, si reca da due zingari per ottenere in prestito la somma richiesta, che consegna poi al truffatore.
Le richieste di quest’ultimo continuano al punto che alla fine l’imprenditore verserà circa 400 mila euro. Nel frattempo però non riesce più a fare fronte alle richieste degli usurai, che pretendono un tasso del 30% mensile sulle somme prestate: l’uomo viene picchiato a Pescara, caricato a forza su un’autovettura e portato a San Giorgio a Cremano (Napoli), dove viene nuovamente picchiato. Dopo un po’ di tempo gli zingari diventano proprietari dell’intero patrimonio di famiglia, compresi i locali delle due attività commerciali, valutato in oltre due milioni di euro.
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