IZS, la Guardia di Finanza denuncia quattro dipendenti per assenteismo

video frameA conclusione di un’attività investigativa nel settore della Tutela della Finanza Pubblica i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Teramo hanno denunciato all’A.G. nr. 4 persone per il reato di truffa ai danni dello Stato e, solo nei confronti di uno dei predetti, anche di peculato.

Le Fiamme Gialle teramane avevano da tempo concentrato la propria attenzione su alcuni dipendenti dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale D’Abruzzo e Molise “G. Caporale” di Teramo, i quali, secondo un assunto informativo, con estrema disinvoltura, si sarebbero assentati arbitrariamente dal proprio posto lavorativo, tramite un illegittimo utilizzo del “badge” personale.La successiva attività investigativa, operata sotto la direzione della Procura della Repubblica di Teramo, consistita in appostamenti, pedinamenti e video-riprese, permetteva di confermare, in particolare, sia le abitudini illegittime di due dipendenti sia i luoghi dove gli stessi si recavano, quando uscivano dall’Istituto.

Certamente disinvolto l’atteggiamento dei due dipendenti che non appena timbrato il proprio “badge” di ingresso, in modo puntuale, si allontanavano immediatamente per recarsi presso varie strutture del Capoluogo, presso autolavaggi per pulire la propria autovettura, presso la propria abitazione per accompagnare parenti, per pranzare, senza mai utilizzare il cartellino magnetico, con il risultato che la presenza effettiva in ufficio si limitava a pochi minuti. In un caso il tutto è avvenuto anche con l’utilizzo dell’autovettura dell’Ente, senza le previste autorizzazioni gerarchiche e per fini del tutto privati.

La Guardia di Finanza, ultimata l’attività di appostamento e pedinamento, più volte si è recata presso l’Istituto per verificare le emergenze investigative con i registri presenze, così acclarando che la condotta criminosa si protraeva almeno da due anni.

La copiosa documentazione acquisita presso l’I.Z.S. di Teramo, confermava, invece, la continua presenza dei soggetti all’interno dell’Istituto, con conseguente corresponsione totale degli emolumenti mensili.

Oltre all’Autorità magistratuale ordinaria, è stata interessata anche la Corte dei Conti de L’Aquila, per il recupero delle somme indebitamente percepite.

Sono stati indagati anche i dirigenti e diretti responsabili di ufficio dei due lavoratori, i quali, per tutto questo tempo, non si sono mai accorti dell’assenza dei propri dipendenti dagli uffici, né hanno mai posto azioni volte a porre fine a tale attività illecita.